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Satisfiction » Octavio e Marie José Paz anteprima. Figure e figurazioni
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Inediti 27.12.2018

Octavio e Marie José Paz anteprima. Figure e figurazioni

È con il passo delle cose belle e inaspettate che arriva questo libro: un dono che ispira curiosità e quello stupore immediato -“oh, brave new world”, esclamerebbe Miranda- che apre il cuore a un sentire largo per ciò che ancora non si conosceva ma che ci appartiene da sempre nella forma dell’intuizione, della folgorazione che si modella in metafora e paradosso di questo nostro essere materia, ma materia stellare, in una congiuzione basso-alto che ci rende ponte tra un qui che è allo stesso altrove.

Curiosità e stupore che si cristallizzano in un “codice dell’anima”, per citare il titolo del libro di Hillman, utile per penetrare nella preziosa edizione del lavoro di Octavio e Marie José Paz (Figure e figurazioni, Il ponte del sale, 2018, pp. 62, euro 17,00).

Usare Hillman per dire della vocazione che spinge, che chiama appunto, ad essere nella forma più propria di ognuno; come fu chiamata Marie José, moglie di quel poeta e saggista messicano premio Nobel nel 1990; chiamata dal personale daimon a compiere la sua opera.

In questo caso, come racconta Paz, Marie José venne folgorata dall’incontro con Joseph Cornell che le rivelò la modalità attraverso cui il suo mondo doveva e poteva comunicarsi: quello del collage, dell’assemblaggio, della scatola: “configurazioni di forme e colori sopra un cartoncino immobile: la loro quiete è una pausa, alla maniera della farfalla che riposa un istante sopra un fiore vertiginoso”, scrive Paz.

Quasi materiale di scarto su cui si adagiano memoria e pensiero, se pensiamo al bel libro di Giuseppe Marcenaro, Scarti (ilSaggiatore, 2017), che trae i suoi racconti, dei divertissement, da frammenti ormai muti.

Oggetti residuali ricombinati e spinti a nuova vita, a nuova significazione, quelli di Marie José, utilizzati come medium per ricostruire “piccoli universi autosufficienti, autentici sistemi di relazioni visive e poetiche” che permettono la rivelazione dell’intimità. Intimi alla propria forma, intimi all’amore scelto e ineludibile.

Già solo dire del sodalizio tra poeta e artista è entrare in un circolo di stupefazione: lui messicano, lei di origine corse di vent’anni più giovane. Si videro e, due anni dopo, si sposarono in India. Da allora lei divenne la sua Musa e il suo “splendore”.

Octavio volle renderle omaggio scrivendo appositamente dieci poesie per far dialogare i loro due universi artistici. Marie José concepì invece due delle sue opere pensando ad altrettanti componimenti del marito.

Un lavoro bellissimo, questo Figure e figurazioni, realizzato da chi, con cura e passione infinita, si dedica alla circolazione della poesia: l’associazione Il ponte del sale, nata a Rovigo nel 2003 per promuovere un dialogo non elitario tra ingegni, in una contaminazione che è da sempre frutto della ricerca più alta dell’umanità.

Rossella Pretto

#

CIFRA

Muro tatuato di segni

come il corpo della notte stellata.

In alto, né nubi né astri:

un’architettura di legno,

arcate, cavità piene di echi.

Orizzonte di tempo pietrificato:

ogni lettera è cifra,

ogni cifra finestra,

ogni finestra sguardo

che perfora i suoi giorni

e rivela il suo volto:

non di ieri o di domani, di adesso.

Le finestre son lettere

e le lettere segni

risolti in destini:

la coppia s’incontra e si abbraccia.

Lei e lui sono la lettera viva,

la nuda cifra del ricominciare ogni giorno daccapo.

*Copyright Il Ponte del sale 2018


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