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Satisfiction » Non è un carrozzone per il Grande Gatsby
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Extravaganze 11.06.2013

Non è un carrozzone per il Grande Gatsby

di

“Freaks” (1932), accorato, stupendo, Peana al Diverso, firmato da Tod Browning, è capolavoro irto di misteri. A partire da come la “Metro-Goldwyn-Mayer” (no, ragazzi, la Metro! Mica, che so, quegli sfigati della Monogram) abbia potuto tenere a battessimo una “follia” del genere: dove era il potente e temuto Irving Thalberg, potentissimo Mastino della Metro? Resta il fatto che Tod Browning, bizzarro umanista teratologo, riempì gli Studios con la più incredibile Armata di Bizzarrie Umane, mai vista…Ve li ricordate, i Freaks” del buon Tod? Vogliamo fare un piccolo ripasso? Ecco che ci vengono incontro le soavi Daisy e Violet Hilton, gemelle siamesi unite all’altezza dell’anca, già famose nel mondo del vaudeville per le apprezzate performance canore; al loro fianco caracolla lo straordinario Johnny Eck, celebre come il “Ragazzo a Metà”, visto che il suo corpo perfettamente normale terminava, però, al di sotto della cassa toracica. Una goffa nenia infantile giunge alle nostre orecchie: si sta avvicinando a piccoli saltelli Schlitze, il più rinomato pinhead che mai abbia calcato le assi di un Freakshow (una leggenda- smentita- voleva che il suo amministratore l’avvesse reso ricco investendo in diamanti) seguito a ruota da Jennie ed Elvira Snow e da Zip e Pip, altre quattro “teste di spillo”; dietro l’angolo, ecco guizzare strisciando il Principe Randian, una uomo di colore, nativo della Guinea, nato senza gambe e senza braccia, ma in grado di accendersi una sigaretta e di radersi col solo ausilio delle labbra; i poi, in un coloratissima accozzaglia di voci festanti, ecco giungere Olga Roderick, la Donna Barbuta (soprannominata sul set “la Duchessa” per la sua aria altezzosa), Koo Koo, “la ragazza uccello di Marte” (in realtà una donna ammalata di progeria), Betty Green, la Ragazza Cicogna, Pete Robinson, l’Uomo Scheletro (30 kg.), Josephine/Joseph, l’Ermafrodita, una non meglio identificata Ragazza Tartaruga, e un piccolo esercito di donne cannone, nani (fra cui Angelo Rossitto, futura star dei B-movies) e mangiatori di spade… Gli operai della Metro parvero non gradire tale convivenza coatta, tanto é vero che venne costruito un tendone al di fuori della mensa, ove era concesso ai Freaks di rifocillarsi. Solo alle gemelle Hilton era concesso di varcar la soglia della mensa ufficiale: e fu proprio lì che diedero dimostrazione del proprio estro virato al Bizzarro ad uno stranito, ed ubriachissimo, Francis Scott Fitzgerald… Una settimana prima di essere licenziato per il fallimentare tentativo di scrivere un “Mélo” cucito addosso a Jean Harlow (“Red-Headed Woman”), il papà de “Il grande Gatsby”- ormai distrutto dall’alcool e con in testa solo la povera Zelda, lasciata a Baltimora- si trovò proprio in mensa col collega Dwight Taylor. I due si erano appena accomodati, che al loro tavolo si vennero a sedere le gemelle Hilton. Ricorda Taylor: “Una di loro sollevò il menù e, senza guardare l’altra, disse: “Cosa pensi di prendere?”. Fitzgerald divenne verdastro, si mise una mano davanti alla bocca, e corse verso la porta d’uscita”. Un’eco di tale episodio, esempio di schifiltosità etilica,  è rintracciabile in uno dei suoi racconti più famosi, Crazy Sundays.


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