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Satisfiction » Michel Houellebecq. Il muro (in faccia)
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Inediti 04.04.2018

Michel Houellebecq. Il muro (in faccia)

Le pagine Facebook personali degli scrittori italiani offrono spesso uno spettacolo sconfortante (come spesso si rimane delusi dall’artista stesso conoscendolo dal vivo, d’altronde), potendo essere ridotte, generalmente parlando, soltanto in due categorie: quelle promozionali (di sé stesso e delle proprie opere, e – a molta distanza – dei suoi confratelli e delle loro opere) e quelle vituperazionali (dei propri rivali di turno e degli utenti che si pongono in polemica – incautamente o appositamente – con il Vate). Siamo quindi rimasti sorpresi, levando lo sguardo da questo bel panorama di banalità letterarie, dal leggere le note scritte da Michel Houellebecq nella sua pagina; note che affrontano in breve alcuni dei temi toccati dallo scrittore nei suoi romanzi e nelle sue poesie: l’isolamento di massa dell’uomo nell’Occidente del Terzo millennio; il sesso e l’amore, sempre meno pulsioni vitali e sempre più categorie di marketing o armi spuntate nella stanca lotta tra se non ora quando e uomini ridotti a appendici dei loro cellulari; l’imbarbarimento glitterato della società contemporanea; la nostra rinuncia a lottare per delle idee, sostituite dalle polemiche sui blog, mentre Houellebecq volge invece lo sguardo verso quella tanta parte del mondo che combatte ancora, con bastoni e pietre, per una scritta tracciata col sangue su di un muro: per il proprio avvenire.

Andrea Lombardi

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Vitelloni

Nella Francia di oggi, quasi tutti gli individui dotati di un cervello più o meno funzionale riescono a beneficiare di una qualità di vita invidiata dalla maggior parte della popolazione terrestre: una formazione specializzata, un tetto, un accesso a Internet, alle biblioteche, alle cure medico-sanitarie, cibo… E dato che più dell’80% della popolazione prosegue ormai gli studi superiori, è possibile per la maggioranza fuggire l’eventuale povertà esiliandosi, grazie alle competenze tecniche acquisite e alla padronanza delle lingue straniere. Nei media, lo “sconforto” della popolazione viene tuttavia evocato quotidianamente.

Il termine è usato per evocare indifferentemente la disoccupazione dei giovani, la solitudine della gente di paese, il suicidio dei colletti bianchi, le difficoltà economiche dei pescatori, il destino delle donne o la dipendenza degli anziani. Pur schizzando il ritratto di una società angosciata, la televisione continua a funzionare come una “macchina da sogni”, un concetto commerciale che si riassume nell’esibire fino alla nausea la vita di star decerebrate che debosciantisi in una ricchezza oscena. Si odiano allora i potenti, responsabili delle ingiustizie, e si invidiano i ricchi. È in questo contesto sociale teso che un francese bianco, intelligente, colto, ricco, ebreo, famoso e potente veniva accusato di stupro da una cameriera d’albergo. Grazie a questa storia, si viene a sapere che l’uomo in questione si comportava in modo particolarmente volgare con le donne: mani sul culo delle hostess di volo, proposte oscene al personale alberghiero, stalking sul posto di lavoro, tentativi di abbordaggio sistematico (arrivando talvolta al ricatto) a tutte le donne scopabili del suo entourage (comprese le figlie dei suoi collaboratori o le mogli dei suoi amici), ecc. Insomma, un opportunista della materia, cogliendo ogni occasione per soddisfare al più presto la sua bulimia sessuale. Con dei veri risultati: invece di una vita tranquilla da notabile sessantenne in sovrappeso sposato a una giornalista in menopausa della stessa età, il politico si estasiava più volte al giorno con giovani e splendide donne consenzienti in palazzi e hotel di lusso. Logicamente, in questa Francia invidiosa e depressa, l’uomo avrebbe dovuto essere oggetto di una riprovazione totale. E invece no. Ci fu uno stupore ammirato. Soprattutto da parte degli uomini. Perché un tipo così brillante aveva certamente testato tutti i modi per ottimizzare il suo rendimento e accumulare più partner possibili. La conclusione era quindi chiara: le sue tecniche da camionista (o di rapper di periferia) si rivelavano efficaci perfino con donne moderne e educate. Anche all’interno dell’élite, il suo comportamento di grosso bestione compulsivo non era stato oggetto di nessuna disapprovazione. Anzi, l’uomo veniva costantemente lodato per il suo sex appeal. Il “vitellone alla francese” non era morto. Peggio, così riabilitato tra le più alte sfere, trionfava come un modello! La sua popolarità poteva solamente esplodere. E la Francia continuare a regredire.

Incontri

Per mms, l’infermiere le aveva inviato rapidamente una foto del suo sesso in erezione. Usuale all’inizio unicamente nell’ambiente gay, lo scambio con degli sconosciuti di fotografie hard e la messa in scena pornografica di sé si era a poco a poco generalizzata tra le giovani generazioni. Con la camera da 5 megapixel integrata nel suo iPhone, si era scattata una foto della sua fica totalmente depilata e le era sembrato normale e adeguato inviargliela in cambio.

Ne avevano discusso per qualche ora su Meetic prima di arrivare a quel punto. Abitavano a un centinaio di chilometri l’uno dall’altra. Quella sera, avevano previsto di vedersi all’hotel Ibis di Besançon, a metà strada dalle loro rispettive residenze, che proponeva delle camere a partire da 47 euro. L’infermiere era più minuto di quello che lei pensasse. Lei un po’ più in carne di come se la aspettava. Ma erano soddisfatti entrambi di questo “passaggio rapido nel mondo reale”. Nei loro messaggi online, lei aveva chiesto di essere leccata a lungo poiché il suo ultimo compagno non praticava il cunnilingus. Lui mantenne la sua promessa con gusto. I siti di incontri permettevano di accelerare considerevolmente il processo di commistione degli umani. Ci sarebbe da chiedersi come le generazioni precedenti avessero potuto avere la pazienza di arrivare a conoscersi in un mondo dai rapporti così lenti. In un momento o nell’altro ormai, la tecnologia interveniva sempre. Un incontro in fila al supermercato, da amici o in un bar, proseguiva sempre con una comparazione dei profili su Facebook, una chat su Messenger, mail e sms a catena. Non esistere in linea provocava un rapido isolamento e portava a emarginarsi dalla realtà come un punk asociale. Qualsiasi fosse la loro cultura, il loro livello sociale e il loro apparire, gli uomini erano i principali beneficiari di questa evoluzione. Con un minimo sforzo e un modico investimento finanziario, qualunque infermiere della franca contea dal fisico insignificante, invece di essere condannato a una sordida solitudine provinciale, poteva vivere come una star hollywoodiana e cambiare partner sessuale ogni sera.

Gli studi sociologici e scientifici confermarono la rapida evoluzione della società. La prostituzione aveva iniziato a diminuire nei paesi occidentali, indirizzandosi essenzialmente ormai a una clientela di paria, di individui particolarmente sgraziati, stupidi, poveri, degli obesi e degli handicappati. E degli anziani, chiaramente, che continuavano ad alimentare in massa i bordelli asiatici. Le cifre parlano da sole. Prostituzione a parte, negli anni ’80, un uomo particolarmente seducente e disinvolto poteva aspirare a cogliere qualche dozzina di partner nella sua vita. Nel 2010, era comune che un uomo superasse le 200 prima dei 40 anni. Abili e adeguate, le giovani donne riuscirono a uscire piuttosto bene da questa giungla. Selezionarono i candidati con cura, comparando minuziosamente i profili, pretendendo dei regali, delle cene a lume di candela, delle attenzioni. Vigili e allenate, riuscivano generalmente a costruire prima dei trent’anni una “relazione seria”. Ma tutto si guastava rapidamente dopo la nascita del loro primo figlio. Concentrate sul loro progetto di famiglia, e in convalescenza fisica, trascuravano un po’ il loro compagno. E la punizione arrivava rapidamente. In un clic, gli uomini potevano evadere dalle loro responsabilità paterne evadendo in una doppia, tripla o quadrupla eccitante vita. Particolarmente efficace e disinibito, il sito americano Gleeden.com, specializzato negli incontri extraconiugali, aveva rapidamente raccolto più di 600.000 profili. Le piattaforme “tradizionali” come Meetic, raggruppavano altrimenti una notevole proporzione di uomini già impegnati alla ricerca, più o meno apertamente, di una scappatella. Logicamente, il numero dei divorzi, in particolare nei primi anni di coppia, era esploso. Prima atipica, la “madre celibe” era diventata la norma in tutte le fasce della popolazione. Economicamente resa fragile, diventava allora prigioniera del suo lavoro e dei suoi impegni familiari. Per ricostruire la sua vita affettiva e sessuale, non le restava allora che una soluzione: postare il suo profilo su un sito di incontri e, in un secondo momento, fotografare la sua fica con il suo iPhone.

Tatto

Le aveva solo sfiorato il braccio, ma questo era bastato perché la giovane asiatica lo mettesse in uno stato di massima eccitazione. Quel semplice tocco provocava in lui ogni volta e in qualsiasi circostanza, un’erezione così dura da essere dolorosa. Nonostante l’alcol, la stanchezza. Con una francese, in circostanze simili, starebbe già dormendo, senza aver potuto ottenere niente di niente. Sentiamo spesso teorie sulla pretesa sottomissione delle donne asiatiche. Sottomissione che con le loro capacità tecniche (imparate prestissimo perché le asiatiche non sono frenate nella loro cultura da tabù religiosi), spiegherebbero la loro indiscutibile superiorità in materia sessuale.

Ma si dimentica l’essenziale. Nonostante l’evoluzione spettacolare dei comportamenti, nonostante la liberazione sessuale, la pornografia, il sesso virtuale, le webcam, i film amatoriali e le scopate di gruppo, l’amore fisico rimane l’incontro tra due epidermidi. Nella vostra vita, dimenticherete le risate, i viaggi, gli sbirri e le sbronze. Non dimenticherete mai il contatto, la dolcezza, l’odore e la generosità di una pelle asiatica, se avete la fortuna di toccarne una. Le donne occidentali continuano a pensare che l’uomo sia un animale assetato di sesso. Occupate a comprarsi biancheria intima, hanno dimenticato che lui cerca solamente la tenerezza suprema di una pelle liscia

Gioventù

Guardo la gioventù tunisina, egiziana, indiana, brasiliana o cinese e vedo tanta speranza, energia e ambizione. Di vita. Di bellezza. Di successi futuri. Saranno questi popoli poliglotti e globalizzati a vincere la battaglia del futuro. (Le donne cinesi l’hanno già vinta su molti aspetti, basta averne conosciuta una da vicino per saperlo).

A paragone, la gioventù francese appare non poco pietosa, illetterata, isolata, obesa e depressa davanti alla sua tv. A chi la colpa? Rovinato dallo spargimento incontrollato di aiuti statali e l’assunzione massiccia di funzionari inutili, lo Stato non ha più niente da proporle. A volere una società equa, i governi successivi hanno realizzato proprio esattamente il contrario: un divario enorme tra zone geografiche, origini sociali e generazioni. E se almeno, come in America, il successo venisse valorizzato!

Ma la politica fiscale francese confiscatoria fa fuggire qualsiasi cittadino di buon senso appena raggiunge un minimo di successo. Cosa possiamo augurare a un giovane francese in questo contesto? Affidarsi all’assistenzialismo come i suoi coetanei, ottenere un lavoro da dipendente pubblico (che è la stessa cosa) o, se è ambizioso, l’esilio. (Traduzione e revisione di Valeria Ferretti e Andrea Lombardi)


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