Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Sidebar". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-1". Impostare manualmente id a "sidebar-1" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Footer Widgets". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-2". Impostare manualmente id a "sidebar-2" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_deregister_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_register_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_enqueue_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196
Satisfiction » David Benatar, Meglio non essere mai nati. Il dolore di venire al mondo
Notice: Trying to get property of non-object in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: meta_post_keywords in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: wpzoom_sidebar in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/header.php on line 108

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 13

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 14
990x27_promo
Recensioni Autore: David Benatar / Carbonio editore / pp. 246 / € 16.50

David Benatar, Meglio non essere mai nati. Il dolore di venire al mondo

Recensione di Stefano Scrima
David Benatar, Meglio non essere mai nati. Il dolore di venire al mondo

A prendere in mano il libro del filosofo sudafricano David Benatar, dall’inequivocabile titolo Meglio non essere mai nati (pubblicato nel 2006 e oggi disponibile in lingua italiana grazie a Carbonio editore), non possono non venirci in mente la visione della vita degli antichi greci, poeti e drammaturghi in particolare, come Pindaro, Teognide, Sofocle, o quella del Sileno de La nascita della tragedia di Nietzsche, o infine quella di filosofi e scrittori come Schopenhauer (più volte citato nel libro), Cioran e Caraco.

La tesi che Benatar porta avanti in questo libro, da cui derivano tutte le altre, è infatti quella che venire al mondo sia sempre un male, un male così grande che, appunto, sarebbe stato meglio non nascere affatto. Ma non abbiamo avuto scelta, qualcun altro ha scelto per noi, tant’è che il libro esordisce proprio con questo incipit: “Ognuno di noi ha subìto un oltraggio nel momento in cui è stato messo al mondo”. E quindi? Dovremmo seguire il consiglio dei tragici greci, i quali, sostenendo che la miglior cosa per l’uomo, dopo il non esser nati, sia il morire giovani, e di conseguenza sperare di morire o addirittura ucciderci? Nient’affatto, poiché il dolore della nostra morte aumenterebbe ancor di più il dolore inevitabile che già sono costretti a subire nelle loro vite quotidiane i nostri parenti e amici. Ecco perché Caraco si tagliò la gola soltanto il giorno dopo della dipartita del padre. Siamo in trappola, ormai siamo qui, ma non c’è alcun motivo per cui dovremmo far finta di nulla e non ammettere che anche la vita (ritenuta) migliore è così piena di sofferenza che nascere non valga la pena. Per Benatar non vale mai la pena. Secondo lui c’è una asimmetria fondamentale tra il bene e il male che non vogliamo considerare: “L’assenza di male, per esempio di dolore, è un bene anche se a godere di quel bene non c’è nessuno, mentre l’assenza di bene, per esempio di piacere, è un male solo se c’è qualcuno che viene privato di quel bene”. E non la consideriamo perché intrisi dell’ottimismo figlio dei nostri meccanismi biologici fondatori di società, che ci spingono a dimenticare il male a favore del bene (fenomeno che Benatar chiama Principio Pollyanna). Considerato tutto ciò, perché allora continuare a procreare, dato che il motivo per cui facciamo figli non può essere in alcun modo il bene del futuro nato, a cui nella vita potrebbe succedere di tutto?

Ecco, è questa la sfida etica del libro. Benatar è perfettamente cosciente che le sue tesi sono profondamente impopolari e rigettate dalla maggior parte degli esseri umani, ma non per questo meno degne di essere ascoltate e valutate. Il suo è un punto di vista sull’esistenza che nel corso dei secoli abbiamo cercato in ogni modo di nascondere, forse per la vergogna che potremmo provare nel renderci realmente conto che vivere fa troppo male per augurarlo a qualcuno. Al lettore l’ardua sentenza. Ormai siamo nati, e dato che siamo costretti a continuare a vivere tra una sofferenza e l’altra, cercando di evitarne il più possibile, forse varrebbe la pena leggere questo libro, anche solo per poi nasconderlo nella libreria dietro agli altri, facendo finta di non aver mai pensato all’estinzione degli esseri umani che, inevitabilmente e a prescindere da qualsiasi giudizio, un giorno cancellerà per sempre le nostre tracce e quelle di chiunque altro abbia messo piede su questo triste pianeta.


Notice: ob_end_flush(): failed to send buffer of zlib output compression (0) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 3778