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Satisfiction » Lezioni di dogfulness
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Recensioni Autore: Paolo Valentino / Mondadori / pp. / €

Lezioni di dogfulness

Recensione di Giovanna Albi
Lezioni di dogfulness

Paolo Valentino, affermato gost writer, si è a lungo nascosto dietro grandi nomi della letteratura, ma con Catfulness, un best seller internazionale, e dogfulness, fresco di stampa, uscito infatti il 13 novembre 2018,

si rivela nella sua identità di scrittore talentuoso, permeato di un desiderio umano, troppo umano, di vivere la vita in pienezza. Sotto le mentite spoglie di un cane, in un linguaggio semplice e accattivante, parla l’autore e la persona che io conosco: un giovane, nato in provincia di Milano nel 1982, con nobili ideali di vita, empatico,e sapientemente interessato alle filosofie orientali, specie lo Zen e il Taoismo,da cui trae utili indicazione sul come vivere bene. Diciamoci la verità: tutti ambiscono a vivere sereni e in pienezza, ma pochi sanno come fare; l’obiettivo principe sarebbe vivere il presente, facendo tesoro delle esperienze passate, ma non lasciandoci imbrigliare da queste. Vivere l’attimo in pienezza, ma, diceva giustamente e amaramente Carlo Emilio Gadda, che l’attimo è “quello spazio breve che sta tra rimpianto e speranza”e , nonostante tutti gli ammonimenti classici al “memento mori”, l’uomo si contorce in problemi, per cui spesso non vale la pena soffrire, e perde così l’incanto del vivere stesso. Ecco che nel testo spassosissimo di Paolo Valentino è un cane che ci insegna la gioia di vivere rubando un tramonto, seduti su una panchina, in piacevole conversazione col mondo…Se, infatti, il gatto è un maestro di zen e ci induce, attraverso l’esaudimento dei piaceri naturali e necessari, direbbe Epicuro, a vivere in meditazione, accoccolati sul mondo, il cane ci fa uscire allo scoperto ed è forza propulsiva e relazione con l’esterno; ci insegna ad ampliare i nostri orizzonti consueti, ad uscire alla confortante routine e ad andare incontro all’altro, al diverso, all’affine con tutta la fiducia e la fedeltà di un cane. “I cani, infatti, sostiene Milan Kundera, sono il nostro tramite con il paradiso. Sedersi con un cane su una collina è come tornare all’Eden, dove non fare nulla non era noioso, era la pace”. La meditazione in cui ci assorbe un cane è però solo uno degli infiniti insegnamenti forniteci da questi; meditare per poi rientrare nel mondo meno saturi e con l’animo più sgombro per costruire piacevoli relazioni umane. Il cane è, come l’uomo, un animale sociale, ma questo sa come vivere con animo quieto e pur pieno; infatti, se è vero, come è vero, che siamo il risultato (insegna la medicina cinese) di forze contrapposte, lo yin e lo yang, la notte e il giorno, il caldo e il freddo, l’umido e il secco e così via, solo l’equilibrio tra queste forze ci consente di vivere in fulness. Ecco, il gatto rappresenta la parte “più femminile, intima e notturna dell’animo umano” i cani” rappresentano lo yang, la parte più calda, irruenta e sociale – quella parte di cui prendere il meglio solo quando hai imparato a convivere con te stesso, mettendo a tacere ansie e preoccupazioni inutili”. Capito umano? Tu a me cane dirai che non è cosa da poco, ma tutto ti verrà più facile se capirai che la via è un transito e devi dare spazio al gioco, perché questo è “ la medicina più grande, la reciprocità” (Lao Tse). L’obiettivo del gioco, ci spiega dogfulness non è fine a se stesso, ma è una palestra di vita; così, si scoprirà che quei tanti puntini umani che popolano l’universo sono i nostri simili, la rosa che non cogliemmo o il destino cui non abbiamo adempiuto. L’altro, con la sua storia e le sue “inutili pene” siamo noi e, misurandoci con l’altro, apriamo un varco dentro il nostro animo e allentiamo “la maglia che ci stringe”. I cani, come gli uomini, non sono eremiti, ma hanno bisogno del contatto umano, ma, a differenza di questi, non elevano palizzate di incomprensione e, quando giocano vivendo, il gap della differenza si supera con un solo motto:”gioia di vivere sempre!”.

Il prezioso libretto, arricchito di immagini colorate graziosissime, mi ha fatto venire il mente il classico di Robert Pirsig “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”; prendersi cura di un cane cambia gli orizzonti esistenziali, apre al dialogo, alla reciprocità e all’empatia; maieuticamente il cane fa uscire il meglio dell’uomo, che finalmente si rende conto che non c’è diversità, né razza, ma siamo tutti figli di questa natura, che va rispettata nelle sue energie di yin e yang.. Nella parte finale del testo una accurata carrellata di cani che hanno segnato la storia. Un libro da tenere sul comodino, da leggere e gustare nelle sue perle di saggezza, accanto ai “ Cinque pilastri di Buddha”.


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