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Satisfiction » Il cadavere ballò a mezzanotte
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Extravaganze 11.03.2014

Il cadavere ballò a mezzanotte

di

Ai tempi aurei di Hollywood, quando poteva fregiarsi  del titolo di Nuova Babilonia, ogni Divinità, pretese i propri agnelli sacrificali. Alla Sacra Ecatombe non poteva certo rinunciare Dioniso che anzi si dimostrò il più avido di tutti: fra le sue vittime, immolato in una botte di vino come il Duca di Clarence nel “Riccardo III”, il mesmerizzate Re del Palcoscenico, sua Altezza John Barrymore, noto come “Il Grande Profilo” fra estimatori e colleghi per la sua insuperabile presenza scenica. Ma Dioniso era noto per non  far sconti a nessuno: bussò alla sua porta nel maggio del ’42 con una bella cirrosi epatica che se lo portò via nel giro di pochi giorni. Quando W. C. Fields, comico, misantropo, e rabelaisiano compagno di bevute, lo seppe al capezzale, gli inviò un telegramma, da sincero amico: “NON PUOI FARMI QUESTO”. Nonostante tale incoraggiamento, Barrymore lasciò le proprie spoglie mortali stillanti alcool, il 29 dello stesso mese. Sic transit Gloria Mundi. I funerali non furono degni del Divo (troppi gli anni trascorsi all’ombra della bottiglia) ma i sodali non mancarono: fra questi il regista Raoul Walsh (nella mitopoiesi da “Sunset Boulevard”, uno degli Dei Monocoli di Hollywood), non certo una Dama della Temperanza, si preoccupò di dare un tocco indimenticabile, alla triste tumulazione. Con la complicità del batracico mostro gentile Peter Lorre (ma non vi son certezze, navighiamo fra i marosi del Macabro Pettegolezzo), Raoul Walsh pagò ben duecento dollari affinchè il becchino “chiudesse un occhio”, mentre il regista (ed i suoi complici) disseppellivano la salma. Per portarla a casa di Erroll Flynn, anche lui, di certo, non una Dama di San Vincenzo… Stando alle memorie del seducente “sparviero del mare” egli fece ritorno nella propria magione, as usual, più ubriaco di filibustiere irlandese: accese la luce, giusto per trovarsi, adagiato su di una poltrona, il cadavere del collega. “Aprii la porta- racconta Flynn- e quasi andai a sbattere  contro la faccia di Barrymore. I suoi occhi erano chiusi. Era gonfio, bianco, esangue. Evidentemente non era stato ancora stato imbalsamato. Ricordo che lanciai l’urlo più delirante che si possa immaginare”… Se si pensa a tutto ciò, velocizzando le immagini come in una comica dei tempi del muto, è facile trovare la performance di Walsh assolutamente deliziosa.


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