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Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Footer Widgets". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-2". Impostare manualmente id a "sidebar-2" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

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Notice: wp_register_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_enqueue_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196
Satisfiction » Il beverone di Orson Welles
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Extravaganze 30.11.2012

Il beverone di Orson Welles

di

Chi si ricorda di Giulio Questi? Possiam vedere il Nostro, baffettino dispettoso alla Tommaso Landolfi, ballare cheek cheek con la warholiana Nico nel catacombale affresco La dolce vita (1960) di Fellini, o sedurre con brama latina Moira Orfei in quell’altro affresco antropologico che risponde al titolo di Signore e signori  (1966) di Pietro Germi. Ma Giulio questi è anche colui che ha immerso lo “spaghetti western” nel maelstrom di Edgar Allan Poi (Se sei vivo spara- 1968) o ha saputo far una risata anche a Bunuel con l’idea di calar Gina Lollobrigida nei panni di una elegantissima allevatrice di polli transgenici (La morte ha fatto l’uovo– 1968). Insomma, un genio, un talento di lisergica potenza, che ha condizionato, con i suoi umori Pop, la stagione aurea del nostro cinema. Ora, come tutti i Grandi Vecchi, è arroccato in un aristocratico eremitaggio: se mai vi dovesse capitare di essere ospitati nella sua magione, Questi vi potrebbe dar il benvenuto con l’enigmatica frase: “Qui ci vuole un Beverone di Orson Welles”; racconta, infatti, il regista di aver incontrato il papà di Quarto potere, probabilmente sempre alla ricerca del fantasma di Don Chisciotte, in una bettola di Madrid e di aver ricevuto da Lui in persona i segreti corroboranti del Magico Beverone. Che poi, volendo, è ben poca cosa: un dito (abbondante) di whiskey in un bicchiere ricolmo di cubetti di ghiaccio, a cui poi aggiunger dell’acqua sino al bordo. Ma, parola di Giulio Questi, il Beverone di Orson Welles ha una ben precisa posologia: esso va bevuto- rigorosamente a stomaco vuoto- verso le undici del mattino e verso le cinque del pomeriggio. Solo così, e qui cito a memoria: “ti può donare quel leggerissimo senso di stordimento, quell’ancor impalpabile senso di euforia alcolica, che ti conduce di buon grado verso l’atto creativo”. Provatelo, funziona: anche voi, affronterete i mulini a vento, galoppando a cuor contento.


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