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Satisfiction » Gabriele Frasca inedito audio. Rimi 1
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Gabriele Frasca inedito audio. Rimi 1

di

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   che ci sia un piano è certo ma lo scopo della bonifica si scopre in proprio. quando per ogni assenza s’arroventa un raggio da stagliare nel tramonto. come all’approssimarsi della sera dovesse darsi in mille pezzi il giorno. ciascuno luminoso ancora il giusto ma solo d’una luce tutta sua. finché comprendi che credesti un sole lo sciame delle stelle appena spente. che solo perché stampano dal corpo l’ombra che detti giureresti attive. se nel chiarore di quei morti incendi li ravvivi per quanto più ti stagli. e scorgi in loro quello che hai creduto tenerti in te nell’intimo tenace. così che poi sembra che sia un albergo quella che ritenesti a lungo casa. dove con quelle d’altri residenti c’è pure la tua camera con vista. l’unica certo con il panorama ma per il resto identica alle altre. passi la vita a scegliere l’arredo e poi ti accorgi che era in dotazione. che non è mica un male se a pensarci dispone meglio l’animo allo sfratto. anonima com’è la si abbandona con un rapido sguardo quella stanza. solo il tempo d’un’ultima ispezione per non dimenticarvi i propri effetti. si fa per abitudine nessuno lascia ciò che nemmeno gli appartiene. anche se un po’ stupisce ritrovarsi alla partenza privi di bagaglio. perché ti è chiaro infine che di tuo non c’erano che gli ospiti e il ricovero. accolti questi senz’alcun invito trovarono già pronto l’edificio. alla prima parola lo si eresse rigurgitata a furia d’imboccarla. quasi consolidasse la tua pelle da quel ronzare laborioso un’arnia. se non dovesse fare da confine non c’è chi sentirebbe il proprio corpo. e perché vi coaguli la carne occorre che s’impasti con il fiato. fortuna che sia flebile ma resta anche in sordina il suono della voce. che riecheggiò nel vacuo da richiamo a che serrasse i ranghi ogni vocabolo. a ripeterti insomma che sei tu che ci sei proprio tu lì nel vociare. bella roba scoprire che la camera a stento preservata è in subaffitto. e che perché ci sia quello che sei ti devi innanzi tutto contenere. in replica spettrale come gli altri che sono andati via ma non da te. t’infestano la vita e tu con loro tutt’una vita passi a fare festa. come se in fondo fossi un proiettore che le sue pose fisse metta in circolo. a ribadire che non va sprecato niente di vivo finché resta immagine. ah si fa presto a credersi il motore che tiene al fresco tutte le conserve. c’è della gelatina e quel gorgoglio che ti dice di te e ti sta bene. che siate fatti della stessa pasta inconsistente e viva per procura. almeno fino a quando non succede che la senti sapere di sentina. e sai per certo ch’era questo il senso per cui t’arrovellasti sin da sùbito. un pozzo nero colmo di colluvie che attende per l’appunto la bonifica. inutile se il piano non preveda con le altre la tua stessa evacuazione. e ti stupisci di non trasalire al pensiero che tanto ti angosciava. di dare pace a chi hai tenuto vivo perché ti mantenesse ancora in vita. beh sì che fosse tutto un teatrino non t’era ignoto eppure funzionava. ma t’illudevi d’essere regista non solo il palco ch’alza al più la polvere. al passo appesantito dai costumi che fanno personaggi i pochi attori. c’è un tempo che trascorri a far le voci e un altro in cui non basta la commedia. e tanto vale dirsi l’alveare che attende solo l’affumicatore. eppure è proprio allora che capisci che figura di tutti i figuranti. hai una cella vuota per ciascuno e la cera disposta all’accoglienza. t’impressero la replica sta bene ma tocca a te favoleggiarla a sbalzo. e lasciarla colmare come un flusso lungo lo spazio che rimane liscio.

Le ultime pubblicazioni di Gabriele Frasca sono: il romanzo Dai cancelli d’acciaio (Sossella 2011), il saggio Un quanto di erotia. Gadda con Freud e Schrödinger (d’if 2011), e la curatela di Theodor W. Adorno, Essere ottimisti è da criminali (L’àncora del Mediterraneo 2012). In fase di postproduzione il film, firmato con Guido Acampa, Nei molti mondi.

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Rimi 1 audio


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