Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Sidebar". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-1". Impostare manualmente id a "sidebar-1" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Footer Widgets". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-2". Impostare manualmente id a "sidebar-2" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_deregister_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_register_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_enqueue_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196
Satisfiction » Ferdinando Camon, La malattia chiamata uomo
Notice: Trying to get property of non-object in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: meta_post_keywords in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: wpzoom_sidebar in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/header.php on line 108

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 13

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 14
990x27_promo
Recensioni Autore: Ferdinando Camon / Garzanti / pp. / €

Ferdinando Camon, La malattia chiamata uomo

Recensione di Rossella Pretto
Ferdinando Camon, La malattia chiamata uomo

La lunga indagine, che si fa racconto e quindi romanzo, sulla malattia che l’uomo è chiamato a incarnare, parlando -e, in questo caso, scrivendo-, è anche una lunga indagine sulla sua scissione, sull’impossibilità di tenuta, di coesione, sull’incapacità di sapersi vivente e parlante allo stesso tempo, sull’incapacità di trovarsi unito, perfetto, privo di fessure. E’ una testimonianza sul fatto che “la lingua è il virus della malattia chiamata uomo” e l’analisi la fa esplodere perché, in analisi, ciò che emerge è “la situazione in cui l’uomo parla” e non trova la possibilità, sentendone la nostalgia, della “parola totale”. Nel caso di Ferdinando Camon, la parola totale è il dialetto, la lingua della madre- non è la mancanza della madre ma della sua lingua-, la lingua perduta che nessuno più capisce, neanche lui.

In altri termini, usando il ragionamento che Agamben svolge in Il linguaggio e la morte, è il linguaggio che permette di indicare e, per così dire, prendere coscienza del manifestarsi dell’essere ma sempre in negativo, come mancanza e dialettica.

Solo perché il linguaggio permette, attraverso gli shifters,”- [in questo caso parla dei pronomi]– “di far riferimento alla propria istanza, qualcosa come l’essere e il mondo si aprono al pensiero. L’aprirsi della dimensione ontologica (l’essere e il mondo) corrisponde al puro aver-luogo del linguaggio come evento originario, mentre la dimensione ontica (gli essenti, le cose) corrisponde a ciò che, in questa apertura, è detto e significato. La trascendenza dell’essere rispetto all’essente, del mondo rispetto alla cosa, è, innanzitutto, trascendenza dell’evento di linguaggio rispetto alla parola”.

L’analisi permette di far risalire alla luce questo vuoto che attraversa l’uomo, che lo separa da sé e dai suoi simili, che lo fa essere un parlante: la voce, la parola, anziché articolarlo, lo disarticola, lo riduce in pezzi, in sogni sparsi e accavallati.

Non c’è nessun’altro che l’uomo e il suo analista – nella varie forme che assume – una specie di mago che, giunti al termine dell’analisi, dopo sette anni, l’uomo non riconosce più: semplicemente lo guarda per la prima volta e ammette di non conoscerlo.

Non è in questione il voler-dire, il significare – che sempre sfugge e si annulla perché la capacità di indicarlo apre la dimensione del tempo, quindi del passato e della morte, del non essere – ma la possibilità del linguaggio, nel suo farsi, nel suo aver-luogo, nel suo essere trascendenza, di lasciare traccia della malattia chiamata uomo.


Notice: ob_end_flush(): failed to send buffer of zlib output compression (0) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 3778