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Satisfiction » Da Più libri Più Liberi di Roma. Intervista a :duepunti edizioni
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SatisEvents 06.12.2012

Da Più libri Più Liberi di Roma. Intervista a :duepunti edizioni

di

L’ undicesima edizione di Più Libri più Liberi, la Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria che si svolge tradizionalmente a Roma dal 6 al 9 Dicembre, si è aperta oggi con una presentazione rivolta agli “addetti ai lavori” in cui si è insistito intanto sulla fortuna stessa dell’evento che prevede quest’anno 500 editori, 400 espositori e 280 appuntamenti, ma anche sulla lieve decrescita del “prodotto” librario per la prima volta dalla I Guerra Mondiale. Il libro è sempre stato un “prodotto anticiclico” e dal 2006 al 2010 la tendenza delle piccole e medie case editrici, per intenderci quelle da 5 a 10 libri pubblicati l’anno in su, è sempre stata in crescita eccetto che nel 2012, anno in cui anche questo settore ha cominciato a risentire della crisi.

A conferma del fatto che per avere buone idee non serve essere grandi :duepunti edizioni, casa editrice palermitana (leggesi Andrea L. Carbone, Roberto Speziale e Giuseppe Schifani), ha risposto alle nostre domande direttamente dallo stand E20 del Palazzo dei Congressi dell’Eur di Roma ,

Volevo conoscere un po’ la vostra storia come casa editrice, come siete nati, qual era il vostro progetto editoriale, quali i vostri meriti… insomma… parlatemi di voi!

Siamo nati prima di tutto come gruppo, ci ritrovavamo la sera a cucinare ricette sperimentali e a scambiare suggestioni letterarie abbondantemente annaffiate da vino. Quelle letture pian piano sono diventate progetti di libri che ci sarebbe piaciuto avere nella nostra biblioteca, e scambiare con i nostri amici. Per indugiare in elenchi rabelesiani: ci hanno accompagnato Kafka, Jarry, Buzzati, J., Caproni, Kubin, Landolfi, Borroughs, Rimbaud, Apollinaire, Bukowsky mentre ascoltavamo Stravinskij, Monk, Zappa, Elio, Rocchi & Tofani, Coltraine e il ben temperato Bach.

Già allora costruivamo una casa editrice come fosse una biblioteca, senza collane ma colma di rimandi interni.

Un titolo che sentite particolarmente vostro ?

Sul nostro scaffale abbiamo inserito personaggi, scrittori, librai, marchesi, poligrafi, chirografi e di ogni un po’, ma un titolo che sentiamo particolarmente nostro è Europeana. Breve storia del XX secolo di Patrik Ourednik, quasi un manifesto per :duepunti.

Da quanti anni partecipate a questo evento (che quest’anno pare essersi ulteriormente aperto all’Africa, al Brasile alla Grecia passando per la Russia)?

Pubblichiamo libri da nove anni e da sei partecipiamo a Più libri più liberi, un’occasione di incontro con i nostri lettori e colleghi a cui non sappiamo rinunciare.

Progetti nell’immediato?

Più che un progetto per il futuro abbiamo un progetto che parla del futuro: il futuro dell’editoria. È quello che abbiamo provato a raccontare in Fare libri oggi 2.0. Essere editori oggi, in uscita a gennaio e in anteprima a Più libri più liberi, ovvero il passaggio epocale che ha accompagnato la nostra nascita, crescita e metamorfosi. Una storia che è anche una riflessione su cosa sia il mestiere dell’editore e quale il suo avvenire, o meglio come intendiamo interpretarlo. Questo introduce un nuovo approccio al digitale che per noi ha trovato forma nel laboratorio di idee e pratiche che abbiamo condiviso su hypercorpus.it.

Tornando a PLPL, questa fase di transizione che investe un intero sistema, l’abbiamo percepita attraverso segnali anche contradditori, vogliamo limitarci a parlare di come noi partecipiamo a questo cambiamento, portando idee e accettando il confronto con gli altri colleghi come nel caso dell’Osservatorio dell’Editoria Indipendente (ODEI), di cui facciamo parte e che presenta proprio in questa edizione della fiera il suo manifesto.

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Lasciando :duepunti all’allestimento del loro stand e alla prime dimostrazioni (PLPL, appunto) è doveroso chiarire per i lettori che il titolo dell’allestimento è “La cura: dei libri”. Un tema che, trattato ironicamente in chiave “sanitaria”, con uno stand trasformato in clinica da campo, vuole portare all’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori i destini di un “sistema” in crisi.

 


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