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Satisfiction » Autore Rubrica / Editoriale » Paolo Melissi
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Paolo Melissi
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Paolo Melissi ha lavorato alle pagine culturali de il Mattino, Avvenimenti, Diario, Linea D’ombra, Pickwick, Bookshop, Corriere.it. È tra i fondatori dell’associazione Pluriversi con cui ha lanciato a Milano le “Passeggiate d’Autore”

Paolo Melissi su Satisfiction.me:

Talkin’ Milano n.2: Andrea De Alberti. Battuda
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Talkin’ Milano n.2: Andrea De Alberti. Battuda

Proponiamo un estratto dal secondo numero di Talkin’ Milano – Quaderni di Passeggiate d’Autore – intitolato Psicogeografia & Derive. # Andrea De Alberti Battuda I miei nonni erano trattori, nel senso che lavoravano in una trattoria, l’Antica Trattoria. Vivevano in un paesino chiamato Battuda, insomma era tutto sconfitto, battuto e vecchio. Il paese e l’osteria. Mangiavano, dormivano, lavoravano tutto lì [&hellip

Nel “Covo della Ladra” di Libri. Intervista a Mariana Winch Marenghi
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Nel “Covo della Ladra” di Libri. Intervista a Mariana Winch Marenghi

Dallo scorso 31 Ottobre la libreria Covo della Ladra, si affaccia su via Scutari, a pochi passi da via Padova, nel quartiere multietnico di Milano per antonomasia. Creatrice di questo spazio dedicato al giallo è Mariana Winch Marenghi, partita con un blog dedicato a recensioni di romanzi e racconti gialli e noir e ora alle prese con la scommessa di [&hellip

Joseph Conrad: La linea d’ombra
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Joseph Conrad: La linea d’ombra

Solo i giovani hanno momenti simili. Non penso ai giovanissimi. No, i giovanissimi, propriamente parlando, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause o introspezioni. Si chiude dietro di noi il cancelletto della pura fanciullezza – e ci si addentra in un giardino [&hellip

Tommaso Landolfi: La pietra lunare
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Tommaso Landolfi: La pietra lunare

“Buonasera, buonasera, da quanto tempo! Come va?” Lo zio, in maniche di camicia e con certi pantaloni incartapecoriti che gli torcevano le gambe come quelle dei cavallerizzi, reggendo la porta con una mano, coll’altra faceva grandi gesti di benvenuto e poi d’invito a entrare. Dietro di lui, come in un affresco del Ghirlandaio, si vedevano spuntare le teste degli altri [&hellip

Luciano Bianciardi: La vita agra
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Luciano Bianciardi: La vita agra

Tutto sommato io darei ragione all’Adelung, perché se partiamo da un alto-tedesco Breite il passaggio a Braida è facile, e anche il resto: il dittongo che si contrae in una e apertissima, e poi la rotacizzazione della dentale intervocalica, che oggi grazie al cielo non è più un mistero per nessuno. La si ritrova, per esempio, nei dialetti del Middle [&hellip

Antonio Tabucchi: I volatili del Beato Angelico
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Antonio Tabucchi: I volatili del Beato Angelico

Il primo volatile arrivò un giovedì di fine giugno, all’ora del vespro, quando tutti i frati erano in cappella per la funzione. Fra’ Giovanni da Fiesole, dentro di sé, chiamava ancora se stesso Guidolino, che era il suo nome che aveva lasciato nel mondo per il chiostro; si trovava nell’orto per raccogliere le cipolle, era il compito suo, perchè abbandonando [&hellip

Memorie dal sottosuolo
Paolo Melissi /

Memorie dal sottosuolo

Così si introduce il “sottosuolo” in letteratura! Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche [&hellip

Jack Kerouac: Sulla strada
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Jack Kerouac: Sulla strada

La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriarty [&hellip

Iosif Aleksandrovič Brodskij: Fondamenta degli incurabili
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Iosif Aleksandrovič Brodskij: Fondamenta degli incurabili

Molte lune fa il dollaro era a quota 870 e io ero a quota 32. Il globo era anch’esso più leggero – due miliardi di anime in meno -, e il bar della Stazione, in quella gelida sera di dicembre, era deserto. Lì, in piedi, aspettavo che venisse a prendermi l’unica persona che conoscevo in tutta la città. Il tempo [&hellip

Michele Mari: Tutto il ferro della torre Eiffel
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Michele Mari: Tutto il ferro della torre Eiffel

Walter Benjamin alza lo sguardo alla volta di ferro e di vetro del passage des Princes, e ancora una volta s’incanta. Quella strada coperta che per il suo lucore larvale gli ha sempre ricordato un acquario è insieme un esterno e un interno, un limbo fra la strada e la casa: e un mentito scintillio di vetrine in assenza di [&hellip

Anton Checov: Il reparto n. 6
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Anton Checov: Il reparto n. 6

Nel perimetro dell’ospedale, sorge un piccolo padiglione circondato da un vero e proprio bosco di cardi, d’ortica e di canapa selvatica. Il tetto è tutto rugginoso, il comignolo è per metà crollato, gli scalini alla porta d’ingresso si sono imporriti e ricoperti d’erba, e dell’intonaco non è rimasto che qualche traccia. Con la facciata anteriore il padiglione guarda all’ospedale, con [&hellip

David Foster Wallace: Il re pallido
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David Foster Wallace: Il re pallido

Di là dalle pianure di flanella, i grafici d’asfalto e gli orizzonti di ruggine sbilenca, e al di là dal fiume tabacco sormontato dagli alberi piangenti e monetine di sole che filtrano sull’acqua della foce, nel punto oltre il frangivento, dove i campi incolti rosolano striduli al caldo antimeridiano: sorgo, farinello, leersia, salsapariglia, cipero, stramonio, menta selvatica, soffione, setaria, uva [&hellip

Pasto nudo
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Pasto nudo

Sento la polizia che si stringe, li sento lì fuori mentre fanno le loro mosse, mentre preparano le loro demoniache “bambole” degli informatori, borbottano sul cucchiaio e sul contagocce che ho buttato via alla stazione di Piazza Washington, scavalco la porta girevole e le due rampe giù per le scale di ferro, ce la faccio ad acchiappare un treno “A” [&hellip

Thomas Pynchon: V
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Thomas Pynchon: V

1955, la vigilia di Natale. Benny Profane, jeans neri, giubbotto di pelle scamosciata, scarpe da ginnastica e cappellone da cow-boy, si trovava a passare da Norfolk, in Virginia. Essendo uno che si lasciava facilmente prendere dagli attacchi di nostalgia, aveva pensato di fare un salto al Sailor’s Grave, la bettola sulla East Main dove un tempo si ritrovavano i marinai [&hellip

Bookmark Literary Agency
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Bookmark Literary Agency

Satisfiction si arricchisce con una nuova attività in ambito editoriale. E’ nata infatti Bookmark Literary Agency, con l’obiettivo di promuovere e diffondere la produzione culturale grazie alla valutazione e alla proposta di Opere di Autori non solo esordienti. Bookmark Literary Agency offre in particolare all’Autore un servizio di valutazione, editing delle Opere e quindi di contatto con gli Editori finalizzato [&hellip

Raymond Queneau: I fiori blu
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Raymond Queneau: I fiori blu

Formalismo? Avanguardia? Classico? Il genio sulla carta è genio. Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o [&hellip

La vita istruzioni per l’uso
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La vita istruzioni per l’uso

Sì, tutto potrebbe iniziare così, qui, in questo modo, una maniera un po’ pesante e lenta, nel luogo neutro che appartiene a tutti e a nessuno, dove la gente s’incontra quasi senza vedersi, in cui la vita dell’edificio si ripercuote, lontana e regolare. Di quello che succede dietro le pesanti porte degli appartamenti, spesso se non sempre si avvertono solo [&hellip

Franz Kafka: Il processo
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Franz Kafka: Il processo

Qualcuno doveva aver calunniato Joseph K. perché, senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato. La cuoca della signora Grubach, la sua affittacamere, che ogni mattina verso le otto gli portava la colazione, quella volta non venne. Non era mai successo fino allora. K. aspettò ancora un po’, guardò dal suo cuscino la vecchia che abitava di [&hellip

La Biblioteca di Babele
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La Biblioteca di Babele

L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d’un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati [&hellip

Osip Emil’evic Mandel’štam: Viaggio in Armenia
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Osip Emil’evic Mandel’štam: Viaggio in Armenia

Sull’isola Sevan, che si distingue per due pregevolissimi monumenti architettonici del VII secolo così come per le grotte di pidocchiosi eremiti da poco deceduti – capanne sotterranee invase da ortiche e lappole, non più spaventevoli di cantine di dacie abbandonate -, io ho vissuto un mese, godendo dell’immobilità dell’acqua lacustre a un’altezza di quattromila piedi e avvezzandomi alla contemplazione di [&hellip


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