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Satisfiction » Autore Rubrica / Editoriale » Paolo Melissi
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Paolo Melissi
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Paolo Melissi ha lavorato alle pagine culturali de il Mattino, Avvenimenti, Diario, Linea D’ombra, Pickwick, Bookshop, Corriere.it. È tra i fondatori dell’associazione Pluriversi con cui ha lanciato a Milano le “Passeggiate d’Autore”

Paolo Melissi su Satisfiction.me:

Guillaume Apollinaire. Il flâneur di Parigi
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Guillaume Apollinaire. Il flâneur di Parigi

1857 rappresenta uno spartiacque, comunque una data di svolta per la flanerie, “fenomeno” parigino che aveva e avrebbe in seguito prodotto ampia letteratura. In quell’anno, infatti, Napoleone III dà mandato al barone Georges Eugène Haussmann di trasformare Parigi in una moderna metropoli: nel segno della linea retta (il “culto dell’asse”) si aprono i grandi boulevard, vengono “amputati” grandi spazi, bonificati quartieri [&hellip

Louis Aragon. Il paesano di Parigi
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Louis Aragon. Il paesano di Parigi

Il surrealista Aragon entra nell’immenso labirinto urbano di Parigi e lo sfida apertamente perché, per vincere il labirinto, bisogna attraversarlo. È il labirinto costituito dal Passage de l’Opéra e dal parco di Buttes-Chaumont, ma, anche e prima di ogni altra cosa, dalle memorie dadaiste, inscritte in questo e in quel luogo, di ricordi abrasi da una città in trasformazione, in [&hellip

Santoka e Dino Campana. Scrivere, camminare
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Santoka e Dino Campana. Scrivere, camminare

Più di un punto in comune avvicina Taneda “Santoka” Shoichi a Dino Campana. Entrambi poeti, pur nella dovuta distanza culturale. Entrambi camminatori, divoratori di strade. Entrambi alle prese con un “disagio”. Taneda Shoichi nasce nel 1882 nelle vicinanze di Yamaguchi, figlio di un agiato proprietario dedito al libertinaggio e avviato al dissesto finanziario. Taneda inizia presto a scrivere, pubblicando le [&hellip

Alberto Savinio. Flâneur a Milano
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Alberto Savinio. Flâneur a Milano

Milano dal decimo piano di un grattacielo: è il primo sguardo sul capoluogo meneghino restituito da Alberto Savinio in Ascolto il tuo cuore, città. È l’inizio di una prolungata flânerie, che è insieme percorso fisico nel corpo della città ma anche viaggio nel deposito immenso di ricordi, nozioni, storie, avvenimenti che costituiscono la “memoria” dell’autore. Memoria è per Savinio un [&hellip

Talkin’ Milano n.2: Andrea De Alberti. Battuda
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Talkin’ Milano n.2: Andrea De Alberti. Battuda

Proponiamo un estratto dal secondo numero di Talkin’ Milano – Quaderni di Passeggiate d’Autore – intitolato Psicogeografia & Derive. # Andrea De Alberti Battuda I miei nonni erano trattori, nel senso che lavoravano in una trattoria, l’Antica Trattoria. Vivevano in un paesino chiamato Battuda, insomma era tutto sconfitto, battuto e vecchio. Il paese e l’osteria. Mangiavano, dormivano, lavoravano tutto lì [&hellip

Nel “Covo della Ladra” di Libri. Intervista a Mariana Winch Marenghi
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Nel “Covo della Ladra” di Libri. Intervista a Mariana Winch Marenghi

Dallo scorso 31 Ottobre la libreria Covo della Ladra, si affaccia su via Scutari, a pochi passi da via Padova, nel quartiere multietnico di Milano per antonomasia. Creatrice di questo spazio dedicato al giallo è Mariana Winch Marenghi, partita con un blog dedicato a recensioni di romanzi e racconti gialli e noir e ora alle prese con la scommessa di [&hellip

Joseph Conrad: La linea d’ombra
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Joseph Conrad: La linea d’ombra

Solo i giovani hanno momenti simili. Non penso ai giovanissimi. No, i giovanissimi, propriamente parlando, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause o introspezioni. Si chiude dietro di noi il cancelletto della pura fanciullezza – e ci si addentra in un giardino [&hellip

Tommaso Landolfi: La pietra lunare
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Tommaso Landolfi: La pietra lunare

“Buonasera, buonasera, da quanto tempo! Come va?” Lo zio, in maniche di camicia e con certi pantaloni incartapecoriti che gli torcevano le gambe come quelle dei cavallerizzi, reggendo la porta con una mano, coll’altra faceva grandi gesti di benvenuto e poi d’invito a entrare. Dietro di lui, come in un affresco del Ghirlandaio, si vedevano spuntare le teste degli altri [&hellip

Luciano Bianciardi: La vita agra
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Luciano Bianciardi: La vita agra

Tutto sommato io darei ragione all’Adelung, perché se partiamo da un alto-tedesco Breite il passaggio a Braida è facile, e anche il resto: il dittongo che si contrae in una e apertissima, e poi la rotacizzazione della dentale intervocalica, che oggi grazie al cielo non è più un mistero per nessuno. La si ritrova, per esempio, nei dialetti del Middle [&hellip

Antonio Tabucchi: I volatili del Beato Angelico
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Antonio Tabucchi: I volatili del Beato Angelico

Il primo volatile arrivò un giovedì di fine giugno, all’ora del vespro, quando tutti i frati erano in cappella per la funzione. Fra’ Giovanni da Fiesole, dentro di sé, chiamava ancora se stesso Guidolino, che era il suo nome che aveva lasciato nel mondo per il chiostro; si trovava nell’orto per raccogliere le cipolle, era il compito suo, perchè abbandonando [&hellip

Memorie dal sottosuolo
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Memorie dal sottosuolo

Così si introduce il “sottosuolo” in letteratura! Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche [&hellip

Jack Kerouac: Sulla strada
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Jack Kerouac: Sulla strada

La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriarty [&hellip

Iosif Aleksandrovič Brodskij: Fondamenta degli incurabili
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Iosif Aleksandrovič Brodskij: Fondamenta degli incurabili

Molte lune fa il dollaro era a quota 870 e io ero a quota 32. Il globo era anch’esso più leggero – due miliardi di anime in meno -, e il bar della Stazione, in quella gelida sera di dicembre, era deserto. Lì, in piedi, aspettavo che venisse a prendermi l’unica persona che conoscevo in tutta la città. Il tempo [&hellip

Michele Mari: Tutto il ferro della torre Eiffel
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Michele Mari: Tutto il ferro della torre Eiffel

Walter Benjamin alza lo sguardo alla volta di ferro e di vetro del passage des Princes, e ancora una volta s’incanta. Quella strada coperta che per il suo lucore larvale gli ha sempre ricordato un acquario è insieme un esterno e un interno, un limbo fra la strada e la casa: e un mentito scintillio di vetrine in assenza di [&hellip

Anton Checov: Il reparto n. 6
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Anton Checov: Il reparto n. 6

Nel perimetro dell’ospedale, sorge un piccolo padiglione circondato da un vero e proprio bosco di cardi, d’ortica e di canapa selvatica. Il tetto è tutto rugginoso, il comignolo è per metà crollato, gli scalini alla porta d’ingresso si sono imporriti e ricoperti d’erba, e dell’intonaco non è rimasto che qualche traccia. Con la facciata anteriore il padiglione guarda all’ospedale, con [&hellip

David Foster Wallace: Il re pallido
Paolo Melissi /

David Foster Wallace: Il re pallido

Di là dalle pianure di flanella, i grafici d’asfalto e gli orizzonti di ruggine sbilenca, e al di là dal fiume tabacco sormontato dagli alberi piangenti e monetine di sole che filtrano sull’acqua della foce, nel punto oltre il frangivento, dove i campi incolti rosolano striduli al caldo antimeridiano: sorgo, farinello, leersia, salsapariglia, cipero, stramonio, menta selvatica, soffione, setaria, uva [&hellip

Pasto nudo
Paolo Melissi /

Pasto nudo

Sento la polizia che si stringe, li sento lì fuori mentre fanno le loro mosse, mentre preparano le loro demoniache “bambole” degli informatori, borbottano sul cucchiaio e sul contagocce che ho buttato via alla stazione di Piazza Washington, scavalco la porta girevole e le due rampe giù per le scale di ferro, ce la faccio ad acchiappare un treno “A” [&hellip

Thomas Pynchon: V
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Thomas Pynchon: V

1955, la vigilia di Natale. Benny Profane, jeans neri, giubbotto di pelle scamosciata, scarpe da ginnastica e cappellone da cow-boy, si trovava a passare da Norfolk, in Virginia. Essendo uno che si lasciava facilmente prendere dagli attacchi di nostalgia, aveva pensato di fare un salto al Sailor’s Grave, la bettola sulla East Main dove un tempo si ritrovavano i marinai [&hellip

Bookmark Literary Agency
Paolo Melissi /

Bookmark Literary Agency

Satisfiction si arricchisce con una nuova attività in ambito editoriale. E’ nata infatti Bookmark Literary Agency, con l’obiettivo di promuovere e diffondere la produzione culturale grazie alla valutazione e alla proposta di Opere di Autori non solo esordienti. Bookmark Literary Agency offre in particolare all’Autore un servizio di valutazione, editing delle Opere e quindi di contatto con gli Editori finalizzato [&hellip

Raymond Queneau: I fiori blu
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Raymond Queneau: I fiori blu

Formalismo? Avanguardia? Classico? Il genio sulla carta è genio. Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o [&hellip


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