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Satisfiction » Chi giace nella culla della Grande Bestia?
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Extravaganze 18.07.2013

Chi giace nella culla della Grande Bestia?

di

Donald Cammell, il Dorian Gray dell’anglosassone “Free Cinema”, nasce a Edimburgo, nel 1934. Suo padre, lo scrittore Charkes Richard Cammell è un esoterista attratto dagli esotici fumismi di Aleister Crowley, un tenore mancato che, dopo non essere riuscito a farsi accettare nei salotti buoni di Oscar Wilde e di William Butler Yeats aveva cominciato a far danni in giro per l’Europa col “nom de plume” de La Grande Bestia. E’ quindi ragionevole pensare che Crowley abbia tenuto sulle ginocchia il piccola Donald ancora in fasce, segnando irrevocabilmente il suo Destino. Protagonista allucinato ed entusiasta della “Swinging London”, il giovane Cammel, oltre che alla pittura, si diede al cinema forgiando (con la complicità di Nicolas Roeg e dell’Angelo Caduto Mick Jagger) “Performance” (1970- uscito nella cattolicissima Italia col titolo “Sadismo”), perverso Kammerspiel di culto assoluto. Ma da quel momento ha inizio il calvario del povero Donald: ogni sua pellicola, sempre scientemente eccentrica e visivamente eccitante, viene regolarmente massacrata dai produttori: l’unico progetto che giunge a termine, ma che si perderà nei marosi del tempo, è un romanzo, “Fan-Tan”, (scritto nel 1979) storia di marinai e perdizioni, scritto a quattro mani con l’amico Marlon Brando, altro Araldo dell’Eccesso. Nel 1995, dopo le ennesime sevizie inferte al suo ultimo film, “Il tocco del Diavolo”, che doveva essere un altro bozzetto sull’indiscreto fascino del Male, e che i produttori tramutano in una barzelletta “pulp” à la Tarantino, Cammell decide di darsi alla Performance Definitiva, sparandosi alla tempia. La moglie, China Kong, sente la deflagrazione della pistola, e si precipita in camera da letto. Donald Cammell è a terra, in una pozza di sangue, ma vivo. Il regista-pittore, non chiese alla moglie di chiamare una autoambulanza. No: domandò alla terrorizzata sposa uno specchio. Col quale si guardò morire.


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