Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Sidebar". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-1". Impostare manualmente id a "sidebar-1" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Footer Widgets". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-2". Impostare manualmente id a "sidebar-2" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_deregister_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_register_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_enqueue_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196
Satisfiction » Céline della libertà. Vita, lingua e stile di un “maledetto
Notice: Trying to get property of non-object in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: meta_post_keywords in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: wpzoom_sidebar in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/header.php on line 108

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 13

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 14
990x27_promo
Recensioni Autore: Stefano Lanuzza / Stampa Alternativa / pp. / €

Céline della libertà. Vita, lingua e stile di un “maledetto

Recensione di Stefano Scrima
Céline della libertà. Vita, lingua e stile di un “maledetto

C’è uno scrittore che tutt’oggi, all’esser nominato, scatena storcimenti di naso: sì, geniale innovatore, amabile dissacratore, ma l’uomo… l’uomo non fu esattamente uno stinco di santo. Fondamentalmente perché disse le cose sbagliate al momento sbagliato, e sottolineo, al momento sbagliato. Si tratta di Céline, autore di uno dei più importanti romanzi del Novecento, Viaggio in fondo alla notte (“in fondo” e non “al termine”, come tiene a sottolineare Stefano Lanuzza), ricordato anche per le invettive antisemite promulgate attraverso alcuni celebri libelli e articoli. Il momento era evidentemente quello peggiore per parlare di queste tematiche, ovvero il preludio alla Shoah. Le cose dette erano probabilmente poco fondate, ma pur sempre opinioni senza proiettili e senza alcuna volontà di essere strumentalizzate da perpetratori di genocidi. Oggi, all’indomani dell’attentato a Charlie Hebdo, l’Occidente si ritrova d’accordo sul diritto alla libertà d’espressione ed è probabilmente arrivato il momento di riprendere in mano il caso Céline per contestualizzarne vita e pensiero, ridimensionando così il presunto reato per cui la Resistenza francese lo condannò alla pena capitale – alla quale scampò – nel 1943. Questo l’intento di un fine conoscitore dello scrittore francese, Stefano Lanuzza, il quale ci propone un efficace Céline della libertà. Vita, lingua e stile di un “maledetto”, sorta di manuale su vita e pensiero di Céline, «Inafferrabile, disincantato Céline, l’uomo più solo e più libero» (p.156), un autentico enigma, nonostante il marcato autobiografismo delle opere.

La prima parte del libro è dedicata al Voyage au bout de la nuit (1932) e a Mort à crédit (1936), narrazioni pessimistiche della beffarda sorte umana, tenuta in scacco dalla morte creditrice e infestata da insensate vicende belliche che non fanno che svelare il volto carognoso dell’uomo. Lo stile è tutto nuovo, col suo argot, il gergo popolare elevato a opera d’arte, Céline cambierà per sempre le sorti della letteratura.

Si continua entrando nel vivo della polemica suscitata dall’uomo Céline con gli scritti antisemiti Bagatelles pour un massacre (1937), L’École des cadavres (1938) e Les Beaux Draps (1941) a cui segue una sezione intitolata Un antisemita de plume. Notizie, digressioni, divagazioni, comparazioni in cui vengono messi in campo tutti gli elementi che ci consentono di ricostruire il quadro in cui si sviluppò il pensiero “maledetto” di Céline.

Anzitutto, esordisce Lanuzza, «ha poco senso che, mentre ha libera circolazione un libro promulgatore del ‘male assoluto’ qual è il Mein Kampf (1925) di Hitler, non debbano circolare liberamente, quanto meno a titolo conoscitivo e di studio, opere di Céline sparite dalle librerie, irreperibili nelle biblioteche e la cui ristampa è, di fatto, ancora interdetta. Poterle leggere senza impedimenti o censure servirebbe invece a riscontrare l’inconsistenza del pregiudizio razzista e soprattutto a chiarire come il giudeo vituperato da Céline non sia che un’astrazione dell’avido detentore d’ogni ricchezza e potere» (p.53). E così Lanuzza ci mostra il Céline radicalmente antimilitarista, lontano anni luce da qualunque destra, per niente razzista, ossessionato da cieche fobie personali che giungono a una definitiva e grossolana identificazione dell’Ebreo col Potere, e quindi dell’Ebreo capitalista con il dominio economico mondiale e la volontà di una nuova guerra che lo sancisca definitivamente. Personali sì, perché nel 1937 i dirigenti ebrei dell’Esposizione Universale negano la rappresentazione di alcune sue opere, Elizabeth lo lascia per un ebreo e poi, da medico, verrà anche licenziato dal dispensario di Clichy per essere sostituito da un medico israelita. I suoi attacchi sono così duri da mettere in imbarazzo qualsiasi antisemita che ritenga fondate le sue convinzioni. Sono ingiustificabili e livorose, ma pur sempre da inserire in un «compiacente contesto anticapitalista e antigiudaico» (p.82) molto forte in quel periodo storico, e soprattutto in alcun modo inneggianti allo sterminio. Il “massacro” di cui parla è quello che potrebbero subire i francesi nell’eventualità della guerra scongiurata. E poi, pacifista e nauseato dalla guerra com’è, lui che la guerra l’ha fatta, non avrebbe mai potuto spingere in quella direzione. Tutto ciò per giungere alla conclusione di un antisemitismo de plume di Céline, astratto, compensatore delle sue delusioni, di un uomo che elegge l’Ebreo/Potere a bersaglio comodo per sedare la sua disperazione esistenziale e per affermare un ideale di comunismo puro, poetico, lungi dal comunismo reale visto e denigrato coi suoi stessi occhi, per una società realmente egualitaria.
 
Segue la fuga di Céline verso la Danimarca e il suo ritorno in patria raccontato attraverso la trasposizione letteraria della cosiddetta “trilogia del nord” (D’un château l’autre, 1957, Nord, 1960, Rigodon, 1969), e quindi le accuse, le calunnie (in particolare quella, gratuita, di Sartre che lo accusa di esser stato pagato dai nazisti – ma le opinioni di Céline erano completamente libere), le condanne, l’emarginazione, le ristrettezze economiche, la vecchiaia, la morte nel 1961. Chiude il libro un’utile cronologia della vita di Céline intrecciata ai significativi eventi storici che fecero del Novecento il trionfo dell’assurdo.    

Il ritmo dell’intera opera di Lanuzza intreccia, appunto, trama delle opere, vita e pensiero dell’autore e contesto politico-sociale, servendosi di una prosa particolarmente elegante e curata, in quel tentativo di contestualizzazione per cui questo lavoro rappresenta una gradita novità nel panorama della letteratura celiniana. Il consiglio che si può dare agli storcitori di naso di cui sopra è quello di leggere con attenzione quest’opera che restituisce la dignità a un anticonformista, libero da qualsiasi forma di etichetta sociale e letteraria, a cui molti sono e dovrebbero essere grati.


Notice: ob_end_flush(): failed to send buffer of zlib output compression (0) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 3778