Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Sidebar". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-1". Impostare manualmente id a "sidebar-1" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Footer Widgets". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-2". Impostare manualmente id a "sidebar-2" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_deregister_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_register_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196

Notice: wp_enqueue_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4196
Satisfiction » Caspar Henderson. Il libro degli esseri a malapena immaginabili
Notice: Trying to get property of non-object in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: meta_post_keywords in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: wpzoom_sidebar in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/header.php on line 108

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 13

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 14
990x27_promo
Inediti 12.12.2018

Caspar Henderson. Il libro degli esseri a malapena immaginabili

La nostra immaginazione deve sforzarsi al massimo non per immaginare cose che non esistono, come nei romanzi, ma semplicemente per comprendere le cose che effettivamente esistono.

Richard Feynman

Programamticamente, Caspar Henderson definisce il suo Il libro degli esseri a malapena immaginabili – uscito da Adelphi nella traduzione di Massimo Bocchiola con i disegni di Roberto Abbiati – come una “aletheiagoria”. Un neologismo che unisce la “fantasmagoria” all’aletheia, il termine greco che sta per “verità” e “rivelazione”, declinato dentro la forma del “bestiario”. Ed è, in prima istanza, un bestiario, quello costruito con estrema precisione da Henderson, nato alla confluenza dei due generi nel genere: i “bestiari autentici” e i “bestiari immaginari”. Da questa congiunzione, nasce il lavoro monumentale di Henderson, che sembra a tutti gli effetti l’opera di un naturalista eccentrico, sospeso tra naturale e fantastico. Che però, ancora programmaticamente, si prefigge il compito di far balenare, anche dall’inifintamente piccolo o dall’infinitamente nascosto delle immagini “reali”, una “realtà più ampia”. È dallo stralunato accostamento tra queste forme di vita a malapena immaginabili a noi essere umani, infatti, che viene fuori un’occasione per di gettare luce “sulle possibilità e sugli  interessi dell’uomo”.

Tutto prende le mosse da Il libro degli esseri immagianari, il bestiario fantastico pubblicato nel 1967 da Jorge Luis Borges. L’autore ricorda di averlo riletto, di esserne rimasto rapito, e di aver deciso di dare spazio ad animali reali “assai più bizzarri di quelli immaginari”, a tal punto da risultare a malapena immaginabili.

Paolo Melissi

#

In genere pensiamo ai bestiari – semmai ci pensiamo – come a creazioni della mente medioevale: incantevoli per le immagini splendide e stravaganti, miniate in oro e in preziosi pigmenti provenienti da terre esotiche. Un ottimo esempio è il Bestiario di Ashmole, un codice del XIII secolo conservato alla Bodleian Library di Oxford. C’è un’illustrazione con un uomo vestito di rosso che osserva una pentola sopra un fuoco acceso su di un’isoletta in mezzo al mare, ignaro che in realtà l’isola è il dorso di un’enorme balena; intanto, stagliata contro un cielo tutto d’oro, una nave dalle alte murate solca il mare. In un’altra raffigurazione, alcune oche facciabianca di colore nero stanno appese per il becco a cose che sembrano screziate trombe Art déco, ma dovrebbero essere fiori su un albero. Spesso il testo non è meno affascinante delle immagini: l’aspide è un animale che si tappa l’orecchio con la coda per non udire l’incantatore di serpenti; la pantera è un animale mansueto e variopinto che ha come unico nemico il drago; e il pesce spada usa il rostro appuntito per affondare le navi. Ma nei bestiari c’è qualcosa di più. Insieme alle mirabolanti illustrazioni, alla zoologia strampalata e alle parabole religiose, contengono gemme di acuta osservazione, tentativi di carpire e trasmettere la vera realtà delle cose. Noncuranti (e ignari) dei limiti del sapere dei loro tempi, celebrano la bellezza dell’essere e degli esseri.

(…)

AXOLOTL

Ambystoma mexicanum

Phylum: Chordata

Classe: Amphibia

Ordine: Caudata

Stato di conservazione: Critico

La prima volta che si vede un axolotl – o assolotto – è difficile distogliere lo sguardo. Gli occhi a capocchia di spillo privi di palpebre, le branchie che si diramano dal collo come morbidi coralli, il corpo da lucertola provvisto di braccine e gambette esili con le loro dita, e infine una coda da girino lo fanno sembrare una creatura aliena. Nel contempo la grossa testa, il sorriso impassibile e il color rosa carne della pelle gli danno uno sconcertante aspetto umano. Un insieme di tratti così contraddittori non può non essere affascinante, e si capisce perché uno dei primi nomi europei di questa creatura sia traducibile come «pesce ridicolo». Lo scrittore argentino Julio Cortázar immagina che un personaggio fissi un esemplare così a lungo e così intensamente da diventare a sua volta un axolotl. Le scoperte relativamente serie degli scienziati ci offrono un altro motivo di stupore. Insieme ai suoi cugini tritoni, l’axolotl è in grado di rigenerare interi arti recisi.

Alcuni specialisti in medicina rigenerativa sono convinti che un giorno sarà possibile ricostruire gli arti e addirittura gli organi interni dell’uomo con metodi almeno parzialmente derivati da quanto avremo appreso da queste creature. Se l’ipotesi sarà confermata – e anche se negli esseri umani il potenziale rigenerativo in stile axolotl fosse inferiore allo sperato –, strada facendo avremo imparato molto sul funzionamento delle cellule, che dopo il cervello umano sono forse la cosa più complessa nell’universo. E tali conoscenze saranno un passo ulteriore verso l’affermazione di modi indubbiamente migliori di capire la vita e la relazione tra umano e non umano. Ma sono temi che proverò a discutere più avanti: prima vorrei fare un excursus tra le varie credenze degli uomini riguardo all’ordine di animali a cui appartiene l’axolotl, il vero ruolo svolto nell’evoluzione dai suoi antenati, e alcuni errori di interpretazione da noi commessi nel passato e nel presente. L’axolotl è una salamandra, una delle circa cinquecento specie oggi viventi. Per migliaia di anni gli uomini hanno creduto che le salamandre avessero un rapporto speciale con il fuoco. Il Bestiario di Ashmole rispecchia questa idea: « La salamandra vive nel fuoco senza dolore e senza esserne consumata; non soltanto non brucia, ma estingue la fiamma ». A pochi autori o lettori medioevali sarebbe passato per la testa di verificare questa affermazione. Non ne sentivano il bisogno. Sapevano già che ogni animale del Creato racchiudeva un insegnamento sui disegni di Dio – o più insegnamenti allo stesso tempo.

Nel caso della salamandra, all’inizio dell’èra cristiana sant’Agostino aveva citato la sua resistenza al fuoco a sostegno della teoria della realtà fisica della dannazione. « La salamandra » scrisse « è un persuasivo esempio di come non tutto ciò che brucia si consumi, così come avviene alle anime nell’inferno ». Per contro, i commentatori successivi hanno visto nella presunta incombustibilità dell’animale un simbolo di rettitudine: al pari della salamandra, gli eletti avrebbero resistito al fuoco proprio come Azaria, Anania e Misaele nella fornace ardente.

Una – o più insegnamenti allo stesso tempo. Nel caso della salamandra, all’inizio dell’èra cristiana sant’Agostino aveva citato la sua resistenza al fuoco a sostegno della teoria della realtà fisica della dannazione. « La salamandra » scrisse « è un persuasivo esempio di come non tutto ciò che brucia si consumi, così come avviene alle anime nell’inferno ». Per contro, i commentatori successivi hanno visto nella presunta incombustibilità dell’animale un simbolo di rettitudine: al pari della salamandra, gli eletti avrebbero resistito al fuoco proprio come Azaria, Anania e Misaele nella fornace ardente. In realtà l’accostamento tra salamandra e fuoco è antecedente al cristianesimo, e forse addirittura al giuda ismo. Sam andaran significa « fuoco interno » in persiano, la lingua dei mazdeisti – antichi monoteisti per i quali il fuoco era importante simbolo del divino. Ma nella mente degli antichi e dei medioevali le prerogative della salamandra vanno oltre. Secondo il Bestiario di Ashmole, è anche un agente di distruzione di massa:

È la più velenosa tra tutte le creature velenose. Le altre uccidono un individuo alla volta; questa ne uccide parecchi in una volta sola. Poiché se essa cammina su un albero, tutti i pomi vengono infettati dal veleno, e coloro che ne mangiano muoiono. Allo stesso modo, se cade in un pozzo, l’acqua avvelenerà coloro che ne bevono.


Notice: ob_end_flush(): failed to send buffer of zlib output compression (0) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 3778