Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Sidebar". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-1". Impostare manualmente id a "sidebar-1" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4161

Notice: register_sidebar è stato richiamato in maniera scorretta. Nessun id è stato impostato nell'array degli argomenti per la sidebar "Footer Widgets". Si utilizzerà il valore predefinito "sidebar-2". Impostare manualmente id a "sidebar-2" per nascondere questo avvertimento e mantenere il contenuto attuale della barra laterale. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 4.2.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4161

Notice: wp_deregister_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4161

Notice: wp_register_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4161

Notice: wp_enqueue_script è stato richiamato in maniera scorretta. Gli script e gli stili non dovrebbero essere registrati o accodati prima degli hooks wp_enqueue_scripts,admin_enqueue_scripts, o login_enqueue_scripts. Leggi Debugging in WordPress per maggiori informazioni. (Questo messaggio è stato aggiunto nella versione 3.3.0.) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 4161
Satisfiction » Bergsveinn Birgisson anteprima. Risposta a una lettera di Helga
Notice: Trying to get property of non-object in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: meta_post_keywords in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions/wpzoom-functions.php on line 243

Notice: Undefined variable: wpzoom_sidebar in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/header.php on line 108

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 13

Notice: Undefined property: WP_Error::$parent in /home/plzghlmr/public_html/wp-content/themes/satisfiction/functions.php on line 14
990x27_promo
Inediti 07.11.2018

Bergsveinn Birgisson anteprima. Risposta a una lettera di Helga

Ricordi, agenti atmosferici, colori della terra e del mare d’Islanda: sembrano questi gli elementi che animano la scrittura di Bergsveinn Birgisson – autore di Risposta a una lettera di Helga, in uscita da Bompiani con la traduzione di Silvia Cosimini – prima ancora della storia raccontata.

Che è la storia di Bjarni, solitario novantenne che, nella sua fattoria, decide di rispondere a una lettera ricevuta molti anni prima da Helga, il suo grande amore perduto. Questa decisione di riannodare, in qualche modo, un filo spezzato è all’origine di questo romanzo, il cui andamento è scandito dai tempi del raccolto, del lavoro per accudire gli animali e da quello della pesca. Tempi a cui si aggrappa il filo inesausto della memoria, della fentasia, del sogno, in una sorprendente – anche letterariamente – “coincidenza” tra Natura e Mente. Ed è la scrittura di Birgisson a imporre con forza questo rapporto, grazie a un linguaggio – di cui è anche profondo studioso – usato in modo da diventare una potente strumento per raccontare ciò che è decisamente “umano”.

Paolo Melissi

#

Ricordo che ci fu un periodo di maltempo inconsueto, con costanti venti freddi da nord, tanto che mi fu impossibile affrontare il fiordo con lo skyr di Unnur. Non appena il tempo si placò partii con tutti i mastelli di skyr congelato. Ma ecco che a quel punto si alzò un vento di tempesta da sud-ovest, proprio in piena faccia, che riempì la barca d’acqua. Per fortuna poco tempo prima avevo alzato le fiancate e avevo comprato un piccolo motore Gauti, così riuscii a rimanere a galla; altrimenti quel giorno sarei sprofondato negli abissi marini. Presi a sgottare come se fosse una questione di vita o di morte, manovrando allo stesso tempo il timone nel vento, e dovetti contrastarlo per ore per mantenere la rotta. Ricordo dov’era la mia mente allora, sì, adesso posso dirtelo, non m’importava niente di annegare, la cosa peggiore era non averti mai avuta. Era l’unico sorso di questa vita terrena che rimpiangevo di non aver mai assaporato: forse è così, i desideri sempre repressi in petto vengono alla luce di fronte alla morte. Ma non che le mie brame si fossero “Skyr di Kolkustaðir scongelato fresco,” aveva scritto il bottegaio Jens sul cartello appeso come réclame alla Cooperativa. Si rise a lungo della frase del vecchio Jens.

(…)

Ho ancora vivo davanti agli occhi il momento in cui versai l’olio di fegato di squalo sulla spina dorsale degli ultimi agnelli. Poi ti vidi mentre cominciavi a toglierti la camicia e la luce dall’abbaino dove tenevi i medicinali rischiarò i tuoi seni, disegnando ombre sotto le loro curve. Vidi i tuoi fianchi arrotondarsi a partire dalla vita e mi si indurì tutto mentre con gli occhi bevevo la visione. Non avevo mai visto una scena terrena più bella, se non forse quando ero andato a raccogliere le bacche sulla collina di Kúluholt, alla fine di agosto. Osservavo la campagna, pietrosa lungo gli argini e i greti, e poi mi accorsi che i poderi appena falciati di Tungunes erano coperti di un denso strato di fieno maturo, di un verde radiante, i tre ettari che avevo arato e falciato sul mio trattore Farmall che avevo comprato tramite l’Associazione, il primo a farlo in tutta la zona. Quel fazzoletto verde era come avorio nella quercia, come è stato detto del dio Þór quando scese tra gli uomini; un fazzoletto che in realtà non avrei avuto bisogno di coltivare, visto che personalmente non ho mai utilizzato il fieno di Tungunes, no, io lo raccoglievo e lo impilavo tutto in un mucchio

da tre a quattro álnir di altezza e da diciotto a venti di lunghezza e lo coprivo col telone di una vela, per tenerlo di scorta se per caso qualcuno si ritrovava a corto negli ultimi mesi invernali. Non erano in pochi, nella nostra campagna, a rimanere con poco fieno in primavera, e io lo sapevo, dato che ero l’incaricato al controllo del foraggio.

E com’era prevedibile la scorta di fieno di Tungunes si riduceva finché alle porte dell’estate non ne rimaneva che la vela ammainata. Nessuno mi ha mai detto una sola parola di ringraziamento anche se ho tenuto quel fieno di riserva per diciassette anni. È andata così. Stilla sangue il cuore di chi a mendicare è costretto, sta scritto in un antico poema; forse non volevano ammettere di dover dipendere dagli altri, quei contadini. Ma io dipendevo da te.


Notice: ob_end_flush(): failed to send buffer of zlib output compression (0) in /home/plzghlmr/public_html/wp-includes/functions.php on line 3743