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Satisfiction » Artaud e i mutandoni di Norma Desmond
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Extravaganze 13.12.2012

Artaud e i mutandoni di Norma Desmond

di

Esiste un “Cinema della Crudeltà”? Esiste cioè un cinema, per dirla con Artaud, che sia caratterizzato da “una estrema lucidità dello sguardo e un rigido controllo e sottomissione alle necessità”, sino a far sanguinare gli occhi, aggiungiamo noi? Eccome;  il “Cinema della Crudeltà” è una tangibile realtà: una lunga tradizione che, dagli allievi più dotati di D.W. Griffith- e ci riferiamo a Tod Browning e a Erich Von Stroheim-  giunge sino a Michael Haneke. Ma a noi in questo momento interessa Erich Von Stroheim, “l’uomo che amerete odiare”, lo Sporco Unno (per dirla con quel dandy satanasso di Kenneth Anger). Ai tempi della Grande Babilonia, quando Hollywood sembrava un dionisiaco olio di Delacroix, Von Stroheim, con i suoi stivali lucidi e l’immancabile monocolo, era una sorta di Demone Assiro a cui ogni nefandezza era concessa. All’alba del sonoro (1929) il Nostro si imbarca nell’ennesimo, sontuoso, delirio mitteleuropeo, “Queen Kelly” che, sulla carta è l’apoteosi della Corruzione e dello Scudiscio. Sulla carta perché a metà lavorazione Joseph Kennedy (sì, il papà di JFK) e la Divina Gloria Swanson, che stavan investendo loro soldi nella produzione, chiudono i portafogli, subodorando sentor di disastro. Il fallimento di “Queen Kelly” segna la fine del sogno “bigger than life” di Erich Von Stroheim e della sua carriera registica: da quel momento in poi, per lo Sporco Unno, solo ruoli da Bad Guy o da perverso ufficiale. Bisognerà attendere il 1950, e quel genio di Billy Wilder, per vedere Von Stroheim resuscitare come Icona del Cinema della Crudeltà. In quell’anno, infatti, il papà di A qualcuno piace caldo, gira Viale del tramonto, nerissimo capolavoro sul declino di una attempata star del cinema muto. A indossare le gramaglie della suddetta, ecco riesumata Gloria Swanson e, nei panni inamidati di Max, il suo maggiordomo…Erich Von Stroheim! Billy Wilder, nel suo atroce sberleffo a Hollywwod, non poteva essere più lucido, impietoso e…”crudele”… Von Stroheim prese la parte con masochistica compartecipazione: racconta Wilder che gli suggerì pure varie scene. Fra queste, una sequenza in cui il povero Max (che nel film si scopre pure esser stato pure  il primo marito della star Norma Desmond) lava le culotte della “Signora” con le lacrime agli occhi e una bella dose di feticistico trasporto. Billy Wilder cercò di spiegare che una scena del genere sarebbe stata immantinente tagliata dalla censura, e se ne andò scuotendo la testa. E’ un vero peccato perché quella immagine, di straziante fisicità, sarebbe stato il vessillo più alto del “Cinema della Crudeltà”.


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